Occhi da gigante e cuore di perla

15,00 Il prezzo originale era: €15,00.14,25Il prezzo attuale è: €14,25.
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Autrice: Paola D’Agostino
Postfazione: Gianni Montieri
Collana: Interno Versi
ISBN: 9791280138576
Data di pubblicazione: 25 luglio 2025
Pagine: 112
Formato: 13×19 cm

Categoria:
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Il libro
Occhi da gigante e cuore di perla è un libro di poesia compatto e luminoso, in cui Paola D’Agostino intreccia memoria e desiderio, geografia intima e collettiva, politica e affetti. I versi si muovono tra Sapri e Lisbona, tra l’infanzia e l’età adulta, tra l’amore e la perdita, senza mai abbandonare la tensione verso una parola che sia rifugio, lotta, canto. La lingua è diretta e porosa, attenta alla musica del quotidiano, e capace di restituire al lettore un senso profondo di appartenenza, di ritorno. Tra immagini vivide e slanci visionari, l’autrice attraversa il presente con occhi spalancati e cuore vulnerabile, evocando figure e paesaggi che restano impressi nella mente. Come scrive Gianni Montieri nella postfazione, questo «è un libro molto riuscito. Se dovessi sintetizzare tutto con una parola, userei la parola amore». Un libro da abitare, come si fa con le case sicure o i ricordi più vivi.

 

L’autrice
Paola D’Agostino è nata a Sapri nel 1975. Si è laureata in Letteratura Portoghese presso l’Università di Napoli L’Orientale, con post-laurea in Estetica, Poetica e Teoria della critica letteraria e specializzazione in Letteratura Portoghese Contemporanea. Dal 2000 vive e lavora a Lisbona. Ha pubblicato i libri di narrativa Largo delle Necessità (2006), Questo Freddo (2012) e Tancredi il Napoletano (2018), tutti tradotti e pubblicati anche in Portogallo. In portoghese ha pubblicato due raccolte di poesie: Dançam;Dançam (2014) e Catar Catataus (2015). Suoi testi compaiono in diverse antologie e volumi collettivi tra cui l’antologia Lissabon. Eine literarische Einladung (Berlino, Wagenbach, 2010). In Italia, Portogallo e Brasile ha pubblicato su diverse riviste e blog tra cui Snaporaz, Terre di Mezzo, Le parole e le cose, La città nuova, Poetarum Silva, WrongWrong Magazine, Diversos Afins. Ha curato le traduzioni italiane di numerosi autori di lingua portoghese tra cui Fernando Pessoa/Álvaro de Campos, Eduardo Lourenço, Maria Gabriela Llansol e Silviano Santiago. Ha partecipato a numerosi festival e incontri di poesia internazionali, oltre a diverse iniziative di slam e spoken word. Questo è il suo primo libro di poesia in italiano.

 

 

Quando papà portava a casa un merlo
era la festa delle briciole di pane.
Bisognava tenergli il becco aperto
e dargli piano, piano da mangiare
la dedizione
perché era piccolo, era fragile, era caduco.
Come l’amore.

 

*

 

Com’era bella Napoli
nell’anno zero
di questa punta di diamante
che avviluppa il sangue.
Com’era rapida la vita
quando correre
era avere un corpo urgente da toccare.
Gracile l’amore
dietro gli striscioni
di quella giovanissima rivoluzione
chiamata a incidere
nel battito del tufo
su scalinate rigonfie
policrome topografie ciclostilate.
Di birre verdi in bacinelle blu
di ghiaccio e arachidi
ve ne ricordate anche voi,
compagni?
Di quando ci riportava a casa
la notte per geografia di umori
una panda labile rubata all’ansia
di sentirsi uomini
e donne
sotto lo stesso spicchio di stellata?
Quanti incroci eravamo, in quelle ruote,
quanti saremo, quanto siamo stati,
dove siamo ora,
compagni,
nuvole, di scuola,
quali cortili abiteremo sotto quali fulgori
sapremo addomesticare il panico
d’altrove nel ricordare
come un’anima smembrata
lucida come sole a nascere in una pozzanghera,
quell’unica anima pulsante
che arriva con l’odore della pioggia,
pioggia forte battente, tamburo abbraccio su asfalto,
che in una porzione di temporale
tutti insieme in quell’abbraccio
una voglia di partire
siamo stati.

 

*

 

Non sono
Non posseggo
Non capisco
Non equivalgo
Non discendo
Non genero
Non controllo
Non guido
Non posso
Non torno
Non riesco
Non ammetto
Non ambisco
Non intendo
Non voglio
E invece sbagli
Devi possedere
il tuo silenzio, gli attriti, la disperazione
capire quando è l’ora di partire
di cambiare
di equivalere al tuo migliore gesto
alla tua luce di diamante grezzo
e soprattutto, credi, a quella smisurata
follia d’amore da cui tu discendi
per generare luce nuova, alito di poema
guidare fragili puntelli come virgole
fossero virgole lungo la via del giorno,
nel lusso resistente dei cortili
per controllare il fiato nei rifiuti
poter cambiare rotta, ubicazione
decidere la pace a cui tornare
senza riuscirci mai del tutto
ma provare
ammettere di ambire all’assoluta
unione, al canto
di passeri nascosti in mezzo ai rami
del tempo, sottovoce
intendere approfittarsi della primavera
per rinascere, per volere, per volersi bene.

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