Cronache primitive

13,00 Il prezzo originale era: €13,00.12,35Il prezzo attuale è: €12,35.
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Autore: Mario Giampaolo
Prefazione: Valerio Grutt
Collana: Interno Versi
ISBN: 9791280138699
Data di pubblicazione: 13 marzo 2026
Pagine: 76
Formato: 13×19 cm

Categoria:
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Il libro
Cronache primitive è un libro che attraversa il presente come un territorio scavato, riportando alla luce ciò che resta quando le sovrastrutture cedono: il corpo, la città, il desiderio, la fede, la sopravvivenza quotidiana. La scrittura di Mario Giampaolo è tesa e concreta, capace di tenere insieme l’esperienza urbana e una dimensione arcaica del sentire, dove il sacro torna a farsi terrestre e vulnerabile. Roma, i suoi margini, i lavori, le relazioni, la precarietà affettiva e materiale diventano frammenti di una cronaca intima e collettiva, mai consolatoria ma attraversata da lampi di luce. L’opera poetica si muove per sezioni come un cammino a ritroso, un conto alla rovescia che interroga l’origine e la possibilità di un inizio nuovo. La voce dell’autore non cerca protezioni né maschere: mette in gioco la propria autenticità, accettando il rischio dell’esposizione e della perdita. È una poesia che nasce dal disincanto ma non rinuncia alla speranza, che riconosce la caduta come passaggio necessario per tornare a vedere. Come scrive Valerio Grutt nella prefazione: «Qui c’è una voce. Una voce che dice l’uomo nell’uomo, il crollo di ciò che è stato e i bagliori, i primi bagliori di ciò che sarà». Cronache primitive è una testimonianza viva, un libro che accompagna il lettore nel chiaroscuro del nostro tempo, indicando, tra le rovine, le invisibili traiettorie della luce.

L’autore
Mario Giampaolo (Pozzuoli, 1981), laureato in Scienze della Comunicazione a Napoli, nel 2004 si sposta a Torino per un tirocinio in Rai Radio 2 come autore. Per completare gli studi in marketing politico, nel 2006 si trasferisce a Roma dove tuttora vive e lavora come consulente per la comunicazione istituzionale. Finalista a Recitationes 2019 e tra i vincitori di Roma Poesia Aperta, nel 2022 pubblica la raccolta Agave – corpi e forze di un movimento scomposto (L’Erudita); nel 2025 un testo inedito compare su Le cose che porto con me – Agenda poetica curata da Claudia Mencaroni (VerbaVolant). Altre poesie sono state pubblicate su lit-blog e riviste online, tra cui Interno Poesia, Fuori Punto, Etimologia Magazine, Collettivo Sincronie e L’Idiot Digital.

 

 

Cava d’avorio esaurita
da una vita bracconiera
la mia bocca.

Cimitero perbene, foresteria,
motel a ore
di labbra al lampone, la mia bocca.

E se i piani imponevano altro dirò
è questa la merce che ha pagato tutto,
c’ho visto il suo valore
e fissato i costi.

E nessuna pena
per questo buco
che ora mi rovina la faccia

ne ho un’altra di bocca
serve felice la fame delle speranze
e non ha carne
come il futuro.

 

*

 

Hai abitato il mio petto
come le case al mare
nei mesi sbagliati.

Pioggia per giorni
e nella mia testa
la tua cerata gialla
il diavolo a quattro.

Al primo sole ti allungavi
con lo stesso segreto
dell’erba alta
collezionavo quelle ombre
con l’ottimismo delle fioriture.

Ora il silenzio d’agosto
secca i gerani
e l’affetto
che spinge al pianto.

Settembre crescerà
in forma di reliquiario.
I marmi sono in viaggio.

 

*

 

È una musica sottile
la solitudine.

Sta
tra la parte profonda dell’orecchio
e l’inizio del collo.

Conosciuti gli strumenti a corda
e l’uso delle unghie,
non ha mai smesso di improvvisare.

Le pas du chat noir di Anouar Brahem,
ECM records – 2002, è simile per ritmica e armonia.
Non per la durata.

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