Il libro
Dopo i suoi ultimi lavori connotati da un’obliqua oscillazione tra la nitidezza e la nettezza delle immagini e un sovvertimento quasi radicale della lingua poetica, quest’ultimo Umanità di Antonio Trucillo si caratterizza per un ritorno a una pronuncia più piana e cordiale e a una resa più liricamente composta del dettato. Diviso in tre sequenze, solo apparentemente discontinue ma percorse da un filo e una cifra omogenei, il libro si dipana tra una prima parte, in cui prevalgono l’elemento quasi naturalistico e un richiamo a una spiegazione “acquietata” della realtà, non senza qualche accento civile, ad una seconda più umbratile e saturnina, vero laser psicanalitico, per finire con un poemetto conclusivo, un accorato “requiem”, vero e proprio “altare per la madre” per dirla alla Ferdinando Camon, citato, tra l’altro, in epigrafe. Con quest’ultimo libro, Antonio Trucillo dimostra una maturità più convinta e un’apertura verso esiti più affabili e distesi, ma non per questo meno profondi e taglienti, del suo fare poetico.
L’autore
Antonio Trucillo è nato a Napoli nel 1955 e vive a Minori (SA), sulla costa di Amalfi. Ha pubblicato i seguenti libri di poesie: Ko an di Aziza (Ripostes, 1982); Il mercato bianco (Lalli, 1985); Notizie dell’unicorno (Edizioni del leone, 1989); Teofanìe (ivi, 1990); Anche nei villaggi (Campanotto, 1995); La nuvèla (Marietti, 2011) ; Nella luce di un giorno di paga (Ensemble, 2017); Un’idea di bene (Ladolfi, 2019), Destino de la Garisenda (Oedipus, 2020, premio della critica Rubiana-Dino Campana 2021), Commentario a una specie di gioia (ivi, 2021); Tombeau (in Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea 9, a cura di Gianfranco Lauretano, Raffaelli, 2022), Proiezioni dell’emisfero australe e dell’emisfero boreale (Interno Libri, 2023) e Mingati o della pantera profumata (Ensemble, 2023). Nel 2020 è uscito per Ensemble il testo in prosa Presso il re moro; ha curato, infine, i versi del mistico indiano Ramana Maharshi – La ghirlanda nuziale di lettere (ivi, 2021). Suoi testi, inoltre, sono apparsi sulle riviste e quotidiani “Letture”, “clan-Destino”, “Nuovi Argomenti”, “Il Mattino di Napoli”, “La Repubblica”, ”Frequenze poetiche”, sul blog “Nazione indiana” e sulle riviste on-line “Pangea” e “Formicaleone”. È presente nel “Dizionario critico della poesia italiana 1945-2020, a cura di Mario Fresa, Società editrice fiorentina”. Traduce dal francese e dall’inglese.
Rare transitano come la storia le cose,
i manufatti, gli antefatti,
i triti modi di dire.
Pieni di senso gli uomini muovono i passi
sotto la batteria del fulmine
e le case odorano di gesso.
Affidano i pensieri
alle strettoie dei sottopassaggi,
i globi accesi gialli
dentro allo scuro, avamposti irrinunciabili.
Così anche per noi c’è il fievole commiato
dalla storia, anche per noi, pacificati invano,
né cavalieri né miele.
*
Questa natura violenta abrasiva
che si vorrebbe sfrangiare troncare la specie
donare agli sconfitti il rimborso
fiaccare la loro schiatta di schiavi
mi addiaccia e un secondo un istante
si nasconde sottecchi
alla vita che insorge
appostata nelle fratte del fondovalle
ma non ci è dato gelare
il tempo bloccare il quadrante
forse soltanto se ci si elargisse
pietosamente una pace in una geometria
umanissima.
*
E solo a pronunciarla in un soffio quella parola,
u-m-a-n-i-t-à stelle velocissime solcano,
attraversano il vuoto del firmamento,
non più nascosto dietro il silenzio
del corpo, mi sono avvicinato
più che potevo al suo respiro,
mi sono afferrato ai filanti,
alla scia del racconto
per esserne parte, sentirne anch’io
l’odore.








