Il libro
«Un inatteso dialogo di amorosi sensi si crea tra la raccolta di poesie del giornalista Enzo Ragone e la produzione pittorica dell’artista Salvatore Emblema. Da un campo lirico interiore a una campitura cromatica evocativa, il sottotraccia di questa corrispondenza vede protagonista l’amore», ricordano, con lettura attenta e acuta dei due segni espressivi, Renata Caragliano e Emanuele Leone Emblema nell’introdurre questo libro. E così è: la parola di Ragone si incontra con il prevalere degli azzurri e dei neri, spesso a contrasto con il bianco, dei disegni di Salvatore Emblema, fondendosi in un intreccio a doppio filo al cui estremo, però, si trova un unico capo, segno di una profonda reciproca armonia di tratto. Una consonanza piena e consapevole, che si coglie pagina dopo pagina, visione dopo visione, per una sintonia crescente rintracciabile anche in due consuonanti «ossessioni» artistiche ed espressive: quella della forma (poetica) per Enzo Ragone e quella della proporzione (pittorica e materica) per Salvatore Emblema. E allora, quando il poeta afferma nei suoi versi che è «solo attraverso la vista, / il più nobile dei nostri sensi, / che cerchiamo lo smarrimento / nel movimento interno del pensiero / e in ogni parola che leggiamo / nel libro universale sulla bellezza» sembra dar voce anche al pittore, come fossero accordatisi, a distanza di tempo e spazio, sul medesimo «la», sull’implicita (e complice in queste pagine) fondamenta sinestesica di poesia e pittura.
L’autore
Enzo Ragone è giornalista e inviato Rai. Tra il 1989 e il 1991 ha raccontato in diversi reportage per il settimanale del Tg3 “Voltapagina” il dissolvimento dell’ex Unione Sovietica. Per oltre 10 anni si è occupato di temi legati ai Balcani e alle minoranze linguistiche per le rubriche “Estovest” e “Levante” del Tgr Rai3. Ha raccontato in numerosi reportage da Sarajevo a Belgrado la difficile ricostruzione post bellica nell’ex Jugoslavia. A metà degli anni Ottanta ha fondato con Maria Rosaria Mari la società di comunicazione “Movidea”. Con Antonio Bottiglieri ha curato il volume Intervista sulla televisione di Furio Colombo, con prefazione di Umberto Eco (Pironti, 1988). Con prefazioni firmate da Achille Bonito Oliva è autore di Poesie dell’amore migratore, con disegni di Enzo Cucchi (Avagliano, 2006); nella Collana Biblioteca della Poesia Italiana Contemporanea di Tullio Pironti Editore ha pubblicato La Pietra di Sarajevo (2013), con 11 acquerelli di Mimmo Paladino e Forme di attesa (2021) con opere di Nicola De Maria. Suoi testi sono apparsi nell’antologia Lo specchio del poeta (a cura di Andrea Manzi e Vincenzo Salerno, D’Amato editore, 2024). Nel 2018 ha ricevuto la menzione speciale per la poesia del Premio Internazionale di poesia “Alfonso Gatto”. Dal 2019 è coordinatore scientifico della Fondazione Culturale “Alfonso Gatto”.









