Cinema all’aperto

13,00 Il prezzo originale era: €13,00.12,35Il prezzo attuale è: €12,35.
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Autrice: Danila Giancipoli
Collana: Interno Versi
ISBN: 9791280138446
Data di pubblicazione: 27 novembre 2024
Pagine: 84
Formato: 13×19 cm

Categoria:
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Il libro
I luoghi: parcheggi deserti, dehor, lingue di sabbia e acqua, sono protagonisti di questo libro, ognuno per sé teatro della stessa storia. Danila Giancipoli ci conduce, verso dopo verso, in una narrazione intima fatta di dettagli e illuminazioni, con una scrittura viva e contemporanea di oggetti che si accendono e ci guidano come simboli lungo la strada. “Cinema all’aperto” è una raccolta proiettata in spazi di periferie, città di mare e coste inglesi come un film in un drive-in composto da tre tempi, interiori e cinematografici, muovendosi dalle impalcature agli abissi. Tra grattacieli caduti e maree ci sono preghiere, angeli e demoni, l’amore come nostalgia di cose mai successe, fino a un’ossessiva e notturna accettazione dell’irreparabile. In una scommessa continua con l’universo, l’opera testimonia un passaggio e invita il lettore a celebrare sempre la vita, nonostante tutto.

L’autrice
Danila Giancipoli è un’autrice romana specializzata in analisi del film e arte contemporanea, laureata presso l’Università di Bologna con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Lavora come content creator e scrive per il blog Alley Oop de Il Sole 24 Ore occupandosi di cultura e questioni di genere. Nel 2023 ha pubblicato la silloge Tutti i posti che ho chiamato casa (Gruppo Albatros; Premio I Murazzi 2024, Premio Internazionale Forma Cultura – Biennale Umbria Letteraria 2024). Nel 2022, la poesia edita Tu che ora, nel bianco, passeggi con me vince il primo premio del Premio Una Cartolina da Matera, insieme alla menzione d’onore per il racconto Indossavano solo un pezzo di notte inserito nell’antologia La carta si fa tutta parlare (Terra D’Ulivi Edizioni, 2022). Ha collaborato con la rivista americana La Voce di New York per la sezione cinema e libri, intervistando artisti, scrittori e registi di stampo internazionale.

 

 

Prenoto.
Sì, per quel giorno va bene.
All’universo ho detto, guarda che non decidi solo tu.
Questa sensazione addosso – miele sulle dita
fastidioso quando poggi le mani sul volante
quando cerchi le chiavi o vuoi infilarti un paio di jeans.
Questa storia che tutto è già scritto, una roba che chiamano destino.
Religiosamente, credere.

Ma se do retta a lui finisco per schiantarmi
e non esiste più il cinema all’aperto,
le nostre storie a sfiorarsi quando si fa notte
e le canzoni ancora da ascoltare,
le risate, le imprese folli per i supereroi che prendiamo in prestito.
Se do retta all’universo me ne starò con le mani appiccicose
a dirmi che tanto non si poteva fare.
Premo l’acceleratore, lecco tutto via, sogno l’amore.

Come scommettere sul cavallo più veloce,
io lo faccio sulla fede che mi brucia. Magari si vince.

 

*

 

Dovevo andarmene, ma non ho fatto le valigie.
Invece cammino scalza mi ricordo che è estate
la pelle sola, la pelle calda.
Dovevo festeggiare ma maggio è finito.
Allora indosso poche cose, nemmeno lego i capelli.
Metto su un disco buono, i vicini capiranno.
Che tocca ballare bene da sole, ricordarsi del sangue che pompa
dei desideri da bambina.
Pure se ti hanno umiliato minacciato non amato
trovi le parole per le tue canzoni senza musica.
L’unica cosa che so fare è mettere su dischi buoni
aspettare notti migliori, scene nuove per questo film.
Eppure sembra che t’abbiano sparato in petto
rovine di una voragine e non sei più bambina.
L’amore che ti è capitato un po’ dannato,
oh, di nuovo ancora.

Lui era come
ascoltare Charlie Parker o sognare New York
ma scalza sotto la pioggia dicendo,
oh no, di nuovo ancora.
Ci ho creduto ho ballato a tempo tipo sassofoni e pianoforti.
Muovo la testa faccio un laccio a questo amore
non ditemi di smettere,
oh no, scelgo un disco buono prima che scenda il sipario.
Dimenticare è vile, risuoneranno melodie
famigliari
tornerò a casa
ci faccio qualcosa
con tutta questa roba, con tutta questa storia.
Un disco buono è tutto quello che serve.

 

*

 

Non diventerò ricca, come Chantal Prym.
Ma volevo scappare con il tesoro come Chantal Prym.
Sai come il diavolo tortura le anime all’inferno?
Sì Jung, ci fa aspettare.

Gli angeli e i demoni che a volte mi tormentano e si tormentano.
Ora è più chiaro, adesso li vedo.
Gli do un sacco di filo da torcere mentre sono indecisa se schiantarmi o ridere.
Tanto alla fine, mi metto sempre a dormire.
Non andrò a letto con gli uomini del paese come Chantal Prym.
Io preferisco fare l’amore, e questa, è una croce a dir poco maggiore.
Aiuterò lo straniero pure se la vita gli ha tolto tutto, come Chantal Prym.
Mi piace credere che lui possa tornare ad amare
che questo bene, che meritiamo, esista davvero.

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