Prima del cielo e del mare

€15,00 Il prezzo originale era: €15,00.€14,25Il prezzo attuale è: €14,25.
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Autore: Jean Soldini
Prefazione: Alberto Fraccacreta
Collana: Interno Versi
ISBN: 9791280138781
Data di pubblicazione: 17 luglio 2026
Pagine: 104
Formato: 13×19 cm

Categoria:
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Il libro
Prima del cielo e del mare di Jean Soldini è una raccolta che attraversa i territori dell’esistenza con uno sguardo insieme filosofico e fraterno, capace di sostare sulle ferite del presente senza rinunciare alla possibilità della luce. Dalle tragedie dei migranti nel Mediterraneo alle guerre, dalle periferie urbane ai gesti minimi della vita quotidiana, la poesia di Soldini cerca una forma di accoglienza che restituisca dignità a ogni presenza, umana e non umana. Come titola Alberto Fraccacreta nella prefazione, si tratta di una poesia «terrosamente affratellata», fondata su un’estetica dell’ospitalità che riconosce nell’altro non un estraneo da assimilare, ma una realtà da accogliere nella sua irriducibile alterità. Suddivisa in cinque sezioni, la raccolta intreccia memoria, paesaggio, arte, relazioni e interrogazione metafisica. Le parole si muovono tra mare e cielo, pietra e luce, corpi e silenzi, inseguendo quella «gioiosa penuria di logica» che permette di abitare il mistero senza ridurlo a spiegazione. Nei versi di Soldini il linguaggio non si limita a descrivere il mondo: lo accompagna, lo ascolta, ne custodisce le fragili connessioni. Così la poesia diventa resistenza all’indifferenza e gesto di prossimità, capace di scoprire, anche nelle cose più umili, una segreta intensità. Prima del cielo e del mare è il libro di un autore che invita a rallentare lo sguardo e a riconoscersi ospiti di una realtà condivisa, dove ogni creatura, ogni paesaggio e ogni memoria partecipano di una medesima, ostinata appartenenza.

 

L’autore
Jean Soldini
è nato nel 1956 nella Svizzera italiana. Filosofo, poeta e storico dell’arte, ha insegnato per oltre trent’anni, grato agli studenti per ciò che gli hanno dato. A Marsiglia dal 2021 al 2025, risiede oggi a Nizza. Ha pubblicato il testo teatrale Schiave e minatori. Versi per una scena (Museo Vela) e quattro raccolte di poesie: Cose che sporgono (alla chiara fonte, Libro della Fondazione Svizzera Schiller 2005), Bivacchi (Ulivo), Tenere il passo (Lietocolle), Quaderno a righe (L’arcolaio). Sul versante filosofico, i suoi studi sono prove di resistenza a un pensiero autoritario che, con le sue metamorfosi, è minaccia mai debellata contro l’esistente concreto e meticcio. È quanto incrocia le ricerche su Giacometti, rintracciando le pieghe filosofiche del percorso di un artista che ha dato voce a una potenza percettiva travalicante soggetto e oggetto. Tra i suoi libri: Saggio sulla discesa della bellezza. Linee per un’estetica, Alberto Giacometti. La somiglianza introvabile, Resistenza e ospitalità (Jaca Book), A testa in giù. Per un’ontologia della vita in comune e Il cuore dell’essere, la grazia delle attrazioni. Tentativi di postantropocentrismo (Mimesis).

 

 

Si sono battuti,
corpi rugosi o lisci
sazi o affamati nelle notti piovose;
odori d’aglio, frittura, fiori, fieno
piedi nudi sulla ghiaia che scotta,
cacciati infine senza riuscire a riprendere fiato,
indizi abusivi di regni da cancellare
sotto raffiche d’artificio,
testimoni ingombranti fatti tacere nella calce.

Sembra lontano il tempo,
pochi anni fa,
quando sul pomello al centro della porta
trovavamo appeso uno straccio bianco
macchiato qua e là.
Avvolgeva un paio di trote pescate dal vicino,
ex imbianchino,
nel fiume che scorre davanti al caseggiato.
Si ringraziava con cioccolata di formati diversi,
certi di non essere all’altezza di quella gentilezza.

Al fiume ci va sempre, ma non pesca più niente.
Troppo inquinato mi dice stamani in ascensore,
prima di fermarsi al terzo piano.

 

*

 

Esercita il buon uso di sé, l’abitudine,
è il suo forte.
Eppure a volte esplode in ostilità sbilenche
tra case ocra, piante confuse e odorose,
sedimenti di sporcizia.

L’inconciliabile prima del cielo
e della striscia di mare,
prima dei muretti,
dello stuolo indolente di lampadine colorate.
Come le ore si susseguono,
ma attraversano la notte
in un senso e in senso contrario.

 

*

 

Geometria e cemento
di tavoli, panchine,
pensiline. Quei ripari
sono varietà artificiale degli alberi
e della loro secchezza?
O vita inorganica di uccelli
ritti su una gamba, le ali aperte?
Quasi senza peso,
non soffrono la canicola.

Sull’area di servizio
poche luci, qualche camion nella notte.
Arrivano, ripartono,
se ne stanno in disparte,
non s’intromettono
nell’aria rara che lega alberi e cemento.

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