Le età del bosco

14,00 Il prezzo originale era: €14,00.13,30Il prezzo attuale è: €13,30.
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Autore: Vincenzo Corraro
Collana: Interno Versi
ISBN: 9791280138439
Data di pubblicazione: 25 giugno 2024
Pagine: 108
Formato: 13×19 cm

14,00 Il prezzo originale era: €14,00.13,30Il prezzo attuale è: €13,30.

Il libro
Le età del bosco di Vincenzo Corraro è un libro che racconta di distanze, spaesamenti, memoria. Costruita con un andamento narrativo in cui le azioni e le storie tendono a sottrarre i luoghi del reale dall’insidia del vuoto, questa silloge è fatta di rimandi, episodi, frammenti del passato, di scenari ruvidi, idealmente mediterranei, declinati attraverso un’esperienza affettiva simile a una riscoperta. Per varietà di timbri e con una musicalità del verso, il racconto in versi si dipana in due parti. C’è un territorio ‘altro’, istintivo, che si è sedimentato nella nostra esistenza ed esprime la finitudine dell’essere e il senso precario dei giorni; c’è qui una radicale ricerca degli elementi primi e la geografia del paesaggio si sovrappone a quella dell’anima. Nella seconda parte, la distanza dalle cose ha un senso più definito: lo sguardo su di esse intercetta le tonalità degli elementi naturali e dei paesaggi appartati, dove si affaccia la presenza dell’umano, con tutta la sua inadeguatezza rispetto al mondo; qui la distanza è ridotta e i contorni sono più fermi: è uno sconfinamento dove il tempo si annulla e la forma della realtà finisce per essere una tensione, il peso che rimane sulla terra.

 

L’autore
Vincenzo Corraro (1974) è nato e vive a Viggianello, in Basilicata. Ha pubblicato i romanzi Sahara Consilina (Palomar 2005) e Il tempo nascosto tra le viole (Besa Muci 2022), le raccolte di racconti Dimmi che c’entra la felicità (con Margi De Filpo, Ensemble 2016) e La fine dell’acqua (Les Flâneurs 2022). Altre sue storie sono inoltre comparse in diverse antologie e riviste letterarie. Le età del bosco è la sua opera prima di poesia.

 

Anteprima

II.

rileggendo Simone Weil

Da questo vuoto che tarla un po’ i miei anni
curo la memoria e il brusio composto
del non umano, lo spazio riposto
tra il mio tentennamento e la sua ombra.
Ma è un vuoto difforme, cielo d’agosto
tinto senza nuvole all’orizzonte
sconnesso dal pensiero e dalla fonte
di un ragionamento, se tu torpore,
che tracimi senza remora i giorni,
sei come vita fuggita nei dintorni
maleodorante di fraintendimenti!
Falso è l’oggetto, la stagione che ci monda
è un bagliore che prima o poi si scorda
se non è arsura, nulla mai ricolmo.

*

VI.

preghiera della sera

C’è nel bosco una ruga profonda
che si allarga segreta nell’ombra
nella giustapposizione dei solchi
scava appena, invisibile, spersa:
regge acque, alberi e foglie
dai suoi pori sfiata la notte.

C’è nel bosco una strada che sfianca
una curva che non ha mai fine
il disegno impreciso dell’uomo
lo scompiglio di essere solo.
La paura di doversi ascoltare
quando cessa ogni frastuono
e avvertire in ogni fessura
il respiro trattenuto del mondo.

*

XXXVI.

Tutto è sospeso qui intorno
e ormai è consuetudine. I nostri gesti
i nostri desideri dicono di un mondo

che rumina contromano: il passo
muto in giardino, la vita delle cose
un respiro fermo da lucertola

e per ogni giorno non aspettarsi
alcun compimento, nessuna stura;
il vigile fremito dei sensi

sulle età in congedo colma l’esistente,
qui e ora e in piena luce
ci leghiamo ai contorni,
alla profondità del niente.

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