Debutto nell’oblio

13,00 12,35
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Autore: Alessandr Franci
Collana: Interno Versi
ISBN: 9791280138361
Data di pubblicazione: 27 febbraio 2024
Pagine: 108
Formato: 13×19 cm

13,00 12,35

Il libro
Nella nuova opera poetica, Debutto nell’oblio, Alessandro Franci compie rivisitazioni di un passato che persiste nel presente con implicazioni, contaminazioni e condanne; periferie fisiche e metaforiche, persone e cose elencate, consegnate a una memoria personale e collettiva. La ricerca di un equilibrio che bilanci un passato così presente e un nuovo tempo, prossimo al futuro che sarà. Un processo che non prevede riconciliazioni, né nostalgie, oppure vani tentativi di giustificare o perdonare, ma casomai, appunto l’oblio, cioè il vero debutto in un luogo nuovo, mai esplorato; passaggio essenziale che permetterà una visione reale, incontaminata, per quel tempo che resta ancora da compiersi.

 

L’autore
Alessandro Franci è nato a Firenze nel 1954 dove si è laureato in architettura. Con le Edizioni “Gazebo libri” – Firenze, ha pubblicato: I segni terreni (1984), Senza luogo (1985), Delitti marginali (1994), La pena uguale (2009). Nel 2013 ha pubblicato per “Gingko edizioni” – Bologna, il romanzo Il mese della Luna. Con LaRecherche, gli e-book: La Luna è nuova – poesie 1980-86 (2012) e Sbagliando strada (2017). Nel 2020 per SEF “Società Editrice Fiorentina” La fragilità dei pesi – finalista al premio PontedilegnoPoesia 2021. Nel 2022 Per “Vydia editore” – Macerata, La lingua convenuta, premio Gianmario Lucini 2021-2022. È presente in varie riviste e alcune antologie. Dal 1983 al 1993 è stato redattore della rivista “Salvo imprevisti” e dal 1993 al 2023 de “L’area di Broca”.

 

 

La linea di canneti e parcheggi,
le grida di bambini sui cementi dei piazzali
e i camposanti silenziosi come frontiere.

I predestinati sorridevano coscienti
dei futuri certi lungo strade sicure
di ciminiere con mattoni rossi e fumi;

quando si persero tutti inghiottiti da ogni punto cardinale
lasciarono il campo alle intemperie, ai disarmi,
abbandonati e abbandonanti insieme.

 

*

 

Quel perché che credi sia la vita nella sua sostanza
è ciò che affermi e il suo opposto,
nella cronologica progressione
nel moto circolare di pesi e leggerezze
di vie deserte e affollate.
Lasci radici lungo il cammino
al destino delle semine, che non sai,
soltanto granaglie per passeri a sfamare.

 

*

 

È perduto anche quel poco a lungo sospeso,
subito rarefatto in un’aria di misti olfatti,
le storie descritte con cura odorano di carte
appunti rigati su cataloghi e schede
per sancire il nostro debutto nell’oblio,
un riassunto dell’essenziale; ridotto all’osso.

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